{"id":2056,"date":"2023-11-25T15:10:58","date_gmt":"2023-11-25T14:10:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/una-stazione-abbandonata\/"},"modified":"2023-12-16T13:52:55","modified_gmt":"2023-12-16T12:52:55","slug":"una-stazione-abbandonata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/it\/una-stazione-abbandonata\/","title":{"rendered":"Una stazione abbandonata"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una stazione abbandonata nel nord Italia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I treni non si fermano pi\u00f9, ma i binari sono rimasti immutati dal 1938. In quell&#8217;anno, una ragazza aspettava con la sorella maggiore proprio su questo binario. Per alcune famiglie disperate, era l&#8217;epoca in cui i giovanissimi lavoratori venivano inviati in Germania. L\u00e0 cercavano ardentemente manodopera straniera in cambio di un compenso. Il loro disegno bellico si sarebbe chiarito solo un anno pi\u00f9 tardi&#8230;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1248 alignright\" src=\"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4673.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4673.jpg 1365w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4673-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4673-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4673-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4673-1024x1536.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Immagino la sua paura a quattordici anni e quella di sua sorella, di soli tre anni pi\u00f9 grande. Non hanno mai lasciato il loro paesino e questa stazione \u00e8 a decine di chilometri dalla loro vita, dal loro mondo. Praticamente \u00e8 una terra straniera, anche se in apparenza \u00e8 la stessa, e il dialetto veneto, l&#8217;unica lingua che parlano, qui \u00e8 gi\u00e0 leggermente diverso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Eppure il legame con la terra della loro infanzia \u00e8 ancora palpabile, anche solo attraverso i caratteristici campanili veneti. L&#8217;atmosfera cambia quando, timidamente, entrano nella carrozza: \u00e8 la prima volta anche per loro, affollata di giovani che sembrano tutti pi\u00f9 adulti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di gi\u00e0, accompagnato da cigolii quasi premonitori, il treno inizia la sua corsa verso il lungo rettilineo che avevano osservato per decine di minuti dal binario. Abbozza una curva a sinistra, il balzo verso l&#8217;ignoto \u00e8 ormai certo, senza scampo. Poi si profila il Passo del Brennero, l&#8217;Austria \u00e8 diventata tedesca da pochi mesi dopo l&#8217;Anschluss. \u00c8 inutile voler descrivere l&#8217;atmosfera che si respira nella carrozza strapiena: tutti cercano di rassicurarsi a vicenda, alcuni addirittura cantano. Sono convinti che il contributo economico <\/span>alle loro famiglie restituir\u00e0 una forma di dignit\u00e0, che si perde inevitabilmente quando l&#8217;ossessione \u00e8 quella di placare la propria fame in ogni momento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1242 alignleft\" src=\"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4647-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4647-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4647-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4647-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4647-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4647.jpg 1365w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Riguardo ai primi anni, estenuanti per chiunque, e ancor pi\u00f9 per le ragazze adolescenti che dovevano lavorare in enormi complessi agricoli, non c&#8217;\u00e8 nulla da dire; sul resto non si pu\u00f2 dire nulla.<br \/>\nL&#8217;indicibile diviene normalit\u00e0, dal lavoro nei campi alle postazioni itineranti con l&#8217;esercito tedesco. Scavare la terra, non per coltivarla ma per ottenere trincee che consumeranno vite e assorbiranno il loro sangue. Questo sul fronte orientale, in Silesia. Da lavoratrici volontarie, divennero prigioniere (con il seno fasciato per non attirare l&#8217;attenzione) per la causa del Reich. Trentasei mesi di infamia, pi\u00f9 altri tre con i russi, che dovevano decidere la sorte dei loro prigionieri (le pianure dell&#8217;Ucraina o il ritorno nella madrepatria).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di tutte le domande dolorose che si pongono, la pi\u00f9 difficile non ha nulla a che vedere con la follia che ha infiammato la Germania. Come hanno potuto i genitori, una societ\u00e0, uno Stato, una religione, mandare dei (quasi) bambini oltralpe in quelle condizioni? Senza nessun legame in loco? Senza conoscere la lingua? <\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1247\" src=\"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4672-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4672-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4672-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4672-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4672-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.korzybski-elstir.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/CDB4672.jpg 1365w\" sizes=\"auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 le ragazze piuttosto che i loro fratelli?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Naturalmente, lo Stato italiano ha commemorato (dopo aver incoraggiato le partenze) con un monumento, collegato alla stazione abbandonata, il glorioso ritorno dei prigionieri e dei deportati in questo luogo. Se si guarda bene, l&#8217;impressione che sia stato concepito per non richiedere nessuna manutenzione \u00e8 palese: l&#8217;Italia non cambia mai&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il nome di questo villaggio \u00e8 Pescantina. Il famoso scrittore Primo Levi transit\u00f2 di qui al ritorno dai campi dell&#8217;orrore, cos\u00ec come mia madre.<\/span><\/p>\n<div id=\"gtx-trans\" style=\"position: absolute; left: 773px; top: 1148.75px;\">\n<div class=\"gtx-trans-icon\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una stazione abbandonata nel nord Italia. 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