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Il crepuscolo aveva fatto tacere il vicolo lastricato. L'uomo non c'era mai stato prima; l'aria, pesante, sembrava carica di un odore di pietra fredda, di vecchie ferite. Era ormai un luogo di silenzio, dove ogni ombra pareva muoversi con un'intenzione.
In mezzo ai ciottoli lucenti, due sedie parevano attenderlo. Un terrore gelido lo sfiorò, e si fermò di colpo. Sugli schienali, due occhi felini lo fissavano in trasparenza, pupille fesse di un verde dorato che riconobbe all'istante. Brillavano nella penombra, come animate da una luce propria, venuta da altrove.
Un riconoscimento lo colse, una vertigine così improvvisa che ne vacillò. Il cuore batteva a un ritmo antico, quello di un racconto, forse di Edgar Allan Poe. Ma la paura aveva già ceduto il posto a uno strano conforto. Gli occhi brillavano di una promessa silenziosa, quella di un amico che vegliava ancora.